lafonte_bot.png

Offri prima di fruire

Ohana è onorata di avere ospitato
Walter Thirak Ruta e Daniela Bevilacqua

Il 26 novembre 2021 per la presentazione
del nuovo libro: Offri prima di Fruire

Walter Thirak Ruta discepolo devoto agli insegnamenti dello Yogi silente di Madras, dedica la sua vita a condividere gli insegnamenti ricevuti con i numerosi praticanti. In viaggio senza sosta tra India, Francia, Italia, Portogallo, Svizzera, Serbia, Marocco e Congo per sperimentare e condividere le antiche vie dello Yoga. È autore di alcuni manuali di Yoga, tra i quali Dio è Felicità e Offri prima di fruire, entrambi pubblicati sia in italiano che francese. La scuola yoga Pramiti di Ventimiglia e l’asṛam di San Giovanni dei Prati soni i luoghi dove sperimenta con gaudenti ricercatori alcune pratiche descritte nei testi dello hatha yoga.

Daniela Bevilacqua è una indianista ed interviene come esperta teorica.
Ha ricevuto il titolo di dottore di ricerca in Civiltà dell'Africa e dell'Asia presso la Sapienza Università di Roma e in antropologia presso l'università di Paris Nanterre. Ha partecipato all’Hatha Yoga Project, progetto finanziato dall' European Research Council (ERC).
Attualmente è Associate Researcher presso SOAS (School of Oriental and African Studies), Università di Londra.

 

Daniela-Bevilacqua.png

Nell’Ottocento l'India, quasi completamente dominata dagli Inglesi, fu costretta a confrontarsi con la cultura occidentale e con la necessità di uscire dai propri confini. Alcuni maestri affidarono ai discepoli scelti come loro successori il compito della trasmissione in America e in Europa. Si aprì un nuovo capitolo della storia spirituale dell'India, una rivisitazione della propria cultura che prese il nome di Neoinduismo, in cui gli asceti degli ashrama vennero chiamati all’impegno sociale: non più nella foresta, ma nella società. Fu il caso di Sri Sri Sri Satcitananda, di Swami ji, il Maestro di Walter Thirak Ruta, che fece, a suo tempo, la scelta di impegnarsi in mezzo agli uomini, nelle condizioni difficili della vita cittadina, per testimoniare che certe scelte spirituali possono benissimo essere vissute e fatte crescere anche in contesti non spirituali o, meglio, che non appaiono tali. Swami ji decise di vivere la sua vita ispirandosi comunque alla tradizione, facendo un voto a cui rimase fedele per quarant’anni: il voto del muni, l’asceta silenzioso che “sacrifica” la parola per il silenzio che la santifica.

Offri Prima di fruire

"Dare il titolo a un libro è un’invocazione, affinché l’ispirazione colga nel segno.
Mi è stata d’aiuto una mattina uggiosa a Varanasi, una di quelle in cui non occorrere
bagnarsi nella Ganga per sentirsi addosso il peso degli abiti umidi.

In giornate come questa, a differenza di altre, le viuzze vicino ai ghāṭ sono meno affollate poiché il
cielo promette ancora pioggia.

Chi conosce l’India sa che, quando è così, non si va per strada a gironzolare. Anche chi dorme all’aperto, in tali frangenti ricorre a piccoli accorgimenti per limitare i disagi. A volte, per alleggerire il peso dell’aria, ci si improvvisa cantori, dotandosi di quel minimo di saggezza utile a tentare il “canta che ti passa”. Ci provo anch’io, qui a Kāśī.
 

Om
Qui la preghiera è costante come la difficoltà.
Qui la vita vissuta si espone, se può, senza sembrare esibizione.
Non chiedermi perché bagnarsi qui. Chiediti perché non lo hai fatto.
Cantando Śrī Gorakṣa, Śrī Gorakṣa, Śrī Gorakṣa,
ho prestato il mio corpo a chi voleva bagnarsi a Kāśī.
L’ho immerso nella Gaṅgā.


Poco dopo, bevo un primo tè nel chai shop all’angolo, di solito affollato ma oggi abbastanza desolato.

Prima di prenderne un secondo, con uno scambio di sguardi ne offro uno a un anziano sādhu arrivato a piedi da chissà dove, che appare decisamente meno protetto di me dalle intemperie.
L’anziano sādhu, rimanendo in silenzio, annuisce con lo sguardo per la gentilezza ricevuta. Poi, prima di bere il suo chai, ne lascia cadere una goccia a terra. Subito leggo nell’aria ricolma di dīkṣā il titolo per un libro: Offri prima di fruire.

 

Ecco il regalo ricevuto per una sentita cortesia. E come è giusto tra i giusti, l’offerta a chi è più avanti di te nel cammino trasforma il peso dell’aria umida in iniziazione.
Offri, prima di fruire! Lo ha fatto l’anziano giusto versando il suo tè alla terra; lo ha fatto il Tutto offrendosi ai pochi che, raccolti al chai shop quel mattino, hanno gettato uno sguardo sulla dīkṣā.

 

Da quella mattina a Varanasi sono passati molti anni, e oggi il libro nato dall’invocazione di allora, dopo tanto lavoro, è pronto.
Raccoglie, per tramandarle, le kriyā dello Yogi Silente di Madras, che costituiscono la parte preponderante del volume.

 

Si parte da quelle maggiori, ossia le più rappresentative, ma non si escludono le minori, altrettanto vincenti sul piano della trasformazione. In tali sequenze, emerge appieno la peculiarità e la modalità della pratica: non viene tralasciata l’importanza degli spazi bianchi che ricreano quelli necessari a collocare la chiarezza e le istanze indispensabili per motivarsi.
 

Scorrendo le pagine si può scegliere se seguire unicamente le indicazioni fornite dalle immagini e praticare in silenzio come si faceva in presenza dello Yogi Silente di Madras, oppure se leggere le spiegazioni, i commenti e le citazioni per immergersi nell’atemporalità dello yoga.

 

Una seconda parte, dedicata alle parole scritte dello Yogi Silente di Madras, permette di mettersi all’ascolto dei suggerimenti e delle istruzioni impartite senza timore di usare gli imperativi, oppure di comprendere come fare per non rinunciare alla componente spirituale della disciplina.

 

Un’ultima sezione riporta le testimonianze di parecchi discepoli di Swamiji: i racconti più disparati emergono liberamente dalle loro memorie e permettono di percepire una vena di devozione che non ha timore di manifestarsi, di raccontare eventi più o meno credibili se non vissuti. Tutte queste voci lasciano trasparire sia le storie non espresse per riservatezza e pudore, sia l’amore che nasce dall’aver conosciuto Colui che ha indicato il cammino.

 

Confidando che si possa stabilire una relazione diretta e vitale con la materia pratica, simbolica e spirituale degli insegnamenti dello Yogi Silente di Madras, in queste pagine ho cercato di restituire ciò che conosco e di donare la possibilità di intuirne l’origine."

Walter Thirak Ruta