Agosto 2026
Irlanda
In compagnia di Dei, Eroi e Poeti


1.Dublino
Amergin il Cantore
Arriviamo a Dublino, città che unisce la vita contemporanea ai segni della sua storia antica.
Passeggiamo lungo Grafton Street e nella cornice verde di St. Stephen’s Green, prima di entrare nella Trinity College Library, dove ci attende il Book of Kells, un manoscritto che unisce arte e sacralità.
Visitiamo la Christ Church Cathedral e la St. Patrick’s Cathedral, costruite su luoghi probabilmente già sacri prima del cristianesimo, e percepiamo come la stratificazione dei secoli renda la città un ponte tra mondi diversi.
Pranziamo all’Avoca Café, cucina leggera e stagionale.
Ceniamo al The Winding Stair, osservando le luci del fiume Liffey, di cui le leggende narrano la presenza di spiriti acquatici.
Pernottiamo al "The Fitzwilliam Hotel "

Io sono il vento sul mare,
Io sono l’onda profonda,
Io sono il cervo su sette battaglie,
Io sono la lacrima del sole.
(Canto di Amergin, Lebor Gabála Érenn)
2. Brú na Bóinne
Aengus il Sognatore
Lasciamo la capitale e raggiungiamo la Boyne Valley, cuore del Neolitico europeo.
Visitiamo Newgrange e Knowth, tombe a corridoio allineate con il sole al solstizio.
Camminiamo tra le pietre scolpite di spirali e simboli, sapendo che per i costruttori non erano ornamenti, ma segni cosmici.
Il folklore ci racconta che questo luogo era dimora di Dagda e di suo figlio Aengus, signore dell’amore e della poesia.
Secondo i racconti, i tumuli erano porte verso l’Altromondo, regno degli Aos Sí, il piccolo popolo.
Pranziamo al Visitor Centre Café,
cena nel castello di Slane, luogo che unisce leggende medievali e vita contemporanea.
Pernottamento: Tankardstown House, elegante tenuta immersa nella campagna.



Il sogno mi fu più dolce della veglia,
e vidi un luogo che era luce e oscurità insieme.
(Mabinogion)

3. Hill of Tara e Loughcrew
Dagda il Custode
Arriviamo a Tara, la collina che fu il centro del potere sacro.
Camminiamo tra tumuli e prati, fino alla Lia Fáil, la Pietra del Destino, che secondo i racconti gridava quando un vero re vi posava i piedi.
Proseguiamo verso le colline di Loughcrew Cairns, dove incisioni rupestri e tombe allineate al solstizio evocano i poemi antichi.
Qui, secondo la tradizione, i filí, i poeti, celebravano battaglie e genealogie, trasformando il paesaggio in parola.
Pranziamo al Maguires of Tara Café, cena intima nel ristorante di Bellinter House, residenza storica immersa nel verde.
Pernottamento: Bellinter House (Navan).


Non ci sarà sovranità senza giustizia,
non ci sarà giustizia senza verità,
non ci sarà verità senza poesia.
(Lebor Gabála Érenn)
4. Rock of Cashel e Cahir
Patrizio lo Sfidademoni
Ci spostiamo a sud e raggiungiamo la Rock of Cashel, chiamata l’Acropoli d’Irlanda.
Visitiamo la cattedrale gotica, la cappella romanica di Cormac e le torri circolari, mentre il racconto popolare ci ricorda che la rocca cadde dalla montagna vicina durante uno scontro tra San Patrizio e il diavolo.
Nel pomeriggio ci fermiamo al Cahir Castle, fortezza sulle rive del Suir, con torri che, secondo le leggende, sarebbero state abitate da spiriti inquieti.
Pranziamo al Bailey’s Café nel centro di Cashel e ceniamo al ristorante The Bishop’s Buttery, che propone cucina raffinata in un contesto storico.
Pernottamento: Cashel Palace Hotel, residenza di charme ai piedi della rocca.



Cristo con me,
Cristo davanti a me,
Cristo dietro di me,
Cristo in me.
Lorica di San Patrizio

5. Verso il Sud-Ovest
Manannán il Navigatore
Attraversiamo la Golden Vale, valle fertile dove pascoli e colline si aprono in scenari pastorali.
Proseguiamo fino a Skibbereen e visitiamo lo Sky Garden di James Turrell, un cratere erboso che inquadra il cielo e lo trasforma in architettura contemplativa.
Lungo il percorso, ci fermiamo nei piccoli villaggi rurali, luoghi in cui ancora si narrano storie del piccolo popolo e di cerchi fatati che nessuno osa toccare.
Pranziamo al Farmgate Café (Mitchelstown). Ceniamo al Good Things Café, dove la cucina è creativa e radicata nei prodotti locali.
Pernottamento: Liss Ard Estate (Skibbereen), residenza elegante immersa in un parco.


Non vidi un uomo a cui non fosse dato nutrimento,
né catena che potesse trattenere il mare.
Preiddeu Annwn, Mabinogion
6. Drombeg
Danu la Madre Silenziosa
Visitiamo il cerchio di Drombeg, noto come “Altare dei Druidi”.
Qui le 17 pietre si allineano con il tramonto del solstizio, quando la luce scende tra le colline e incontra il mare.
Il folklore racconta che nelle notti di luna piena il piccolo popolo danzi tra queste pietre.
Nel pomeriggio ci spostiamo a Glandore Bay, villaggio marittimo che sembra sospeso tra terra e oceano.
Pranziamo al The Glandore Inn, con vista sulla baia. Ceniamo al Mews Restaurant (Baltimore), una delle migliori cucine della regione.
Pernottamento: Liss Ard Estate (Skibbereen).


Danu è la madre che nutre,
e dal suo nome discendono i figli divini dell’Irlanda.
(Lebor Gabála Érenn)

7. Kealkill e Bantry Bay
Lugh il Guerriero del Sole
Saliamo alle colline di Kealkill, dove un cerchio di pietre e due stele alte dominano Bantry Bay.
Camminiamo tra i sentieri, ascoltando il vento che sembra dar voce agli antichi miti.
Alcuni racconti narrano che le pietre fossero guerrieri trasformati per punizione: la natura come giudice e custode.
Nel pomeriggio chi lo desidera può visitare i Garnish Island Gardens, giardini subtropicali raggiungibili in barca, dove ancora si raccontano storie di spiriti acquatici che abitano la baia.
Pranziamo al The Stuffed Olive (Bantry). Ceniamo all’Ouvane Falls Inn, luogo tradizionale dove assaporiamo piatti robusti e autentici.
Pernottamento: Liss Ard Estate (Skibbereen).

Io sono tuo padre,sono venuto a darti forza,
finché non cadrà l’ombra su di te.
Táin Bó Cúailnge
8. Ritorno a Dublino
Oisín il Viandante
Riprendiamo la strada verso la capitale.
Attraversiamo campagne, villaggi e colline, portando con noi la sensazione di aver camminato in un paesaggio che non è solo fisico, ma anche poetico e mitico.
Come nel Mabinogion, dove i protagonisti entrano e escono da mondi paralleli, così anche noi lasciamo l’Irlanda con l’impressione che ogni pietra e ogni vento abbiano custodito un racconto da ascoltare.


Dolce è la terra dei beati,
ma amara è la memoria che non muore.
(Ballata di Oisín)